Tavira
Castelo de Tavira (Castello di Tavira)
Castello moresco ricostruito da re Dinis, oggi rudere con giardino e vista su città, fiume e saline.

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Orari
Lunedì: 08:30–19:00
Martedì: 08:30–19:00
Mercoledì: 08:30–19:00
Giovedì: 08:30–19:00
Venerdì: 08:30–19:00
Sabato: 08:30–19:00
Domenica: 08:30–19:00
Introduzione
Il castello di Tavira è una rovina con un giardino dentro. Il nucleo è moresco, dall'XI al XIII secolo, costruito in terra battuta, ma gran parte della muratura visibile è più recente: la ricostruzione di re Dinis intorno al 1292 e i restauri del Novecento. La torre poligonale è il tratto più insolito del castello. Le forze cristiane presero la città intorno al 1242, il terremoto del 1755 danneggiò gravemente il castello e, nella prima metà dell'Ottocento, il cortile del castello fu il cimitero della città. Dal 1938 è un giardino. Dalle mura si vede tutta la città, il fiume, la laguna e le saline, e quella vista è tutta la spiegazione del perché le mura stiano qui.
Momenti storici
Fondamenta moresche
Tavira divenne una vera città solo sotto i mori. Gli scavi nel centro storico non hanno trovato nulla di anteriore all'XI secolo; un unico tratto di muro fenicio è stato rinvenuto in città, ma poi ci sono quattordici secoli di silenzio. Le prime mura le eressero con ogni probabilità gli almoravidi alla fine dell'XI secolo o nel XII, e gli almohadi ricostruirono in taipa, terra battuta pressata tra casseforme. La torre albarrã poligonale è attribuita a loro; da allora è stata rifatta molte volte. Dal 1144 Tavira si mantenne indipendente sotto signori locali che si succedettero, Ibn Munīb e poi Alī al-Wahībī, resistette a un assedio almohade nel 1157 e cadde solo nel 1167-68. La città entro le mura copriva poco più di quattro ettari. In basso, presso la Praça da República, si è trovata una porta ad arco a ferro di cavallo; i resti stanno nella sala museale islamica sulla piazza. La forma è araba, come il nome della città.
La conquista e i sette cavalieri
Tra il 1239 e il 1242 i cristiani conquistarono la città; la cronaca lo attribuisce a Dom Paio Peres Correia, gran maestro dell'Ordine di Santiago. La leggenda dice che fu una vendetta: sette cavalieri dell'ordine erano stati uccisi dai mori durante una caccia presso Antas, mentre era in vigore una tregua. Re Sancho II diede Tavira all'ordine nel 1244, e la corona riebbe la città nel 1272. Nel 1266 Tavira fu la prima città dell'Algarve a ricevere la sua carta di franchigia, da Afonso III. Re Dinis fece ricostruire la fortezza nel 1292 con un mastio e una cinta muraria con sette porte. La Porta de D. Manuel è gotica e più antica del suo nome; lo stemma di Manuel I vi fu apposto intorno al 1500, e nel 1520 egli elevò Tavira al rango di città e la chiamò il principale porto commerciale dell'Algarve.
Da fortezza a giardino
Dal Quattrocento il castello perse la sua importanza militare, anche se ricevette opere bastionate dopo il 1640. Il terremoto del 1755 lo danneggiò gravemente, e grandi parti delle mura cittadine furono abbattute nei secoli successivi. Nella prima metà dell'Ottocento il cortile del castello fu il cimitero di Tavira, più affollato durante l'epidemia di colera del 1832. Nel 1938 il comune comprò il terreno e realizzò il Jardim do Castelo, e l'anno dopo il castello fu dichiarato monumento protetto. Restano diverse torri quadrate, la torre poligonale e lunghi tratti della cinta muraria. Aperto tutti i giorni, d'estate dalle 8.30 alle 19.
La mora incantata
Nella notte di San Giovanni a mezzanotte, si dice a Tavira, una fanciulla mora appare tra le rovine. Era figlia del signore moro del castello, Aben Fabila, che la incantò quando Dom Paio prese d'assalto la città, e lei aspetta chi saprà spezzare l'incantesimo. In alcune versioni sale da un pozzo, in altre era un cavaliere cristiano che lei amava.
In pratica
Salite sulle mura presto, prima che il sole sia alto, così si ha la luce migliore sulla città e sul fiume. Paio Peres Correia e i sette cavalieri sono sepolti nell'Igreja de Santa Maria do Castelo, a pochi metri dalla porta del castello; la chiesa sorge dove si trovava la moschea, e la torre dell'orologio è ritenuta il minareto.
Cronologia e contesto
Cronologia
- VIII-VII secolo a.C. – Tratto di muro fenicio; poi nessun insediamento di rilievo per 1400 anni.
- Fine del X secolo – I mori costruiscono il castello sulla collina per coprire il guado sul Gilão.
- XI-XII secolo – Mura almoravidi; ricostruzione almohade in taipa.
- 1144-1168 Tavira indipendente sotto signori locali; gli almohadi prendono la città nel 1167-68.
- 1239-42 Conquista cristiana.
- 1244 Sancho II dà la città all'Ordine di Santiago; la corona la riprende nel 1272.
- 1266 Afonso III concede a Tavira il primo foral dell'Algarve.
- 1292 Re Dinis ricostruisce la fortezza con mastio e sette porte.
- 1520 Tavira è elevata al rango di città sotto Manuel I.
- Dopo il 1640 Opere bastionate.
- 1755 Il terremoto danneggia gravemente il castello.
- 1800-1850 Il cortile del castello è cimitero; colera nel 1832.
- 1938-39 Il comune compra il terreno e realizza il giardino; vincolo nel 1939.
- 1940-1990 Restauri dello Stato: arco d'ingresso e tratti di mura nel 1940, la torre nel 1982-89.
- 2014 Il vincolo è esteso ad altri tratti di mura.
Perché il castello sta qui
La collina sul Gilão era il punto da cui si poteva coprire il guado sul fiume, prima che ci fosse un ponte. Per questo i mori costruirono qui, e per questo cristiani e mori si contesero il luogo. Con l'artiglieria il castello perse la sua importanza militare dal Quattrocento, ma rimase sede del governatore e segno del potere regio, e le mura furono riparate ancora e ancora, dopo le lamentele alle cortes del 1475 e con nuove opere dopo il 1640.
Rovina, non ricostruzione
Il castello si presenta come rovina, ma è più restaurato di quanto sembri: lo Stato ricostruì l'arco d'ingresso e interi tratti di mura nel 1940, un tratto di mura nel 1969 e consolidò la torre nel 1982-89. Si è messo in sicurezza e integrato, non si è costruito un castello nuovo. Questo lo rende meno imponente da lontano, ma più onesto da vicino: nella stessa parete si vedono gli strati di taipa, i conci medievali e le riparazioni del Novecento.